paper show | ci siamo quasi …

paper show | ci siamo quasi …

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domani verrà presentato al popolo della blogosfera, paper show realizzato da Oxford, un sistema x velocizzare le operazioni di brainstorming e presentazioni power point … in pratica con questo sistema si potranno creare / modificare presentazioni in tempo reale, gli appunti scritti su blocco, appariranno direttamente a video … se sia un buon prodotto o meno non sono ancora in grado di dirlo, domani avrò la possibilità di parlare con lo staff e di verificarne l’utilizzo, quindi se questa cosa vi stuzzica e ne volete sapere di + state sintonizzati ;-)

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… per ora posso solo dire che gli intenti di questa società, che prima di uscire sul mercato col nuovo prodotto, parla, discute con la blogosfera sull intero progetto, strategia compresa, mi fa sperare che finalmente anche qui in italia si comincia a valutare seriamente il valore di chi scrive su web …

… chissà quando il mercato del furniture, insomma lo zoccolo duro del design italiano si aprirà a questo tipo di mentalità :-O sempre troppo tardi !!!

ITS#SEVEN | DIESEL + MINI + YKK

ITS#SEVEN | DIESEL + MINI + YKK

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ITS#SEVEN è appena terminato e ne ho gia nostalgia, l’entusiasmo, la vibrante aria che si respira parlando tra i finalisti dei vari concorsi lascia un segno su tutti noi invitati. C’è stato un bel clima, il sole ha permesso di vedere nel dettaglio tutti gli aspetti di questa manifestazione giunta alla sua settima edizione senza mai dover nulla a nessuno. ITS riesce a mostrare tutta la sua capacità a livello internazionale senza dover ricorrere nella classica “residenza milanese”, lontano dai bagliori modaioli, qui è la qualità che fa la differenza, ha creato un baluardo unico nel suo genere nel nostro territorio.

Ne traspare una precisione quasi maniacale che permette di dar luogo ad un evento che si mostra al pubblico in uno squarcio temporale di sole 48 ore celando il grande meccanismo che ne detiene la linfa. Ogni anno, come racconta Manuela Spiga (press office ITS) aumentano il numero delle domande alla partecipazione di questo evento, i concorrenti ricercano un qualcosa che va oltre alla semplice apparizione su di un palco, sognano di divenire loro stessi un brand …

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(ph. del vincitore del MINI Clubman Photo Award è l’“The Other…” Kazutaka Nagashima)
Strada dura, durissima quella della creatività che paga solo dopo molti tentativi e porte in faccia. ITS va alla ricerca dei talenti sparsi sul globo, partendo da un gruppo di scuole ad elevata potenza per poi allargare lo sguardo ai confini che ancor in pochi hanno visto. Le presentazioni dei lavori arrivano e vengano accuratamente studiati alla ricerca del profilo + adeguato alla partecipazione del concorso, non c’è limite di età, ma almeno i partecipanti alla sezione fashion in linea di massima sono studenti dell’ultimo anno che dovendo chiudere il loro circuito di esami, preparano una collezione, unendo questo loro progetto con la partecipazione a ITS.

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Beate Uhse | da donna a leggenda

Beate Uhse | da donna a leggenda

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chi di voi è stato in germania sicuramente si sarà imbattuto in uno dei beate uhse sexy shop, ma quanti si sono posti la domanda, chi è dietro a questo brand ormai mondiale ? Frau Beate Uhse fondatrice dell omonima azienda che il 16 luglio 2001 lasciò questa terra, dopo avere combattuto non poco nella sua vita, dopo esser stata violenta in tempo di guerra diventò portatrice di nuove idee, diffuse (vendendo flyer x strada) il metodo anticoncezionale Ogino-Knaus e di li i poco tempo mise in moto una macchina industriale che non conosce crisi, quella dell’erotismo e del porno, partendo con la vendita per corrispondente di preservativi e affini. Indagata 2mila volte per offesa alla morale prima della legalizzazione della pornografia, ma infine sempre assolta. Insomma la storia di questa azienda è la storia di una donna che ha saputo reagire.

… mi domando se in Italia sarebbe riuscita a compiere una simile operazione … fatto sta che x i nostri cugini tedeschi, ormai avere i sexy shop in centro è normale amministrazione, così come fare progetti, work shop su temi del porno (e dellla morte, con progettazione urne e tutto il corollario) in facoltà è pura quotidianità. Se qualcuno è riuscito mai a fare una tesi su questi due temi in università italiana, ci avvisi :-) intanto per rompere ancor di + il ghiaccio vi segnalo questo sito tra arte e sesso www.sexinart.net, se invece qualcuno ha collaborato e sta progettando prodotti in tal senso, ci informi … ero rimasto alla leggenda di una nota azienda del made in italy di articoli x la casa che verso la fine degli anni ‘90 era in fase di concept x un vibratore, poi non si seppe + nulla e l’azienda (infatti) ha passato grosse crisi … insomma alcune volte il troppo moralismo può uccidere, attenzione ;-)

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AGV | il dopo TGV

AGV | il dopo TGV

oggi ne hanno parlato tutti i maggiori quotidiani nazionali (tipo corriere della sera), a partire dal 2011 una flotta di questi supertreni chiamati AGV e creati dalla ALSTOM x NTV (la nuova società privata italiani di treni con al comando Montezemolo e Della Valle), correranno sulla nostra penisola, da quel che ho sentito non potranno toccare la loro massima velocità perchè le infrastrutture della rete italiana non resisterebbero (e te pareva), quindi si limiteranno a viaggiare a 300Km/h accorciando così la distanza milano - roma a 3h e poco +

… ora sarà da vedere se il bel progetto rimarrà una realtà della tratta milano - roma, o magari anche il resto d’italia per il 2011 potrà quanto meno avere una rete ferroviaria degna di un paese membro del G8 … ovvero linee funzionanti allo stesso modo da nord a sud, grazie!

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art ceram | meneghello paolelli

art ceram | meneghello paolelli

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sandro meneghello e marco paolelli, ve li avevamo gia fatti notare in un veloce post per il salone 2008, oggi si fermano un momento in + e ci raccontano i loro progetti Sharp & Hall (questo sopra), 2 prodotti per artceram

[…] Hall e Sharp nascono in un momento strategico molto particolare per la azienda.
La Artceram è sempre stata leader nei lavabi sul mercato dei lavabi d’arredamento, e quindi sempre punto di riferimento di mobilieri di tutto il mondo. Nel 2005 amplia la sua gamma, inserendo la sua prima collezione di sanitari design oriented. Secondo step la progettazione di nuove collezioni di lavabi d’arredamento e in contemporanea la seconda serie di sanitari Blend, meno pretenziosi de La Fontana. Ad oggi quindi la necessità di aggredire il mercato, in particolar modo mercati asiatici e dell’est Europa, anche con dei centrostanza, ossia lavabi importanti capaci di inserirsi in un settore merceologico dell’arredo bagno poco noto ad Artceram.

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Enrico Bosa ci aveva fatto notare il suo progetto realizzato con Eme posaterie quando ascoltammo la voce di laura fiaschi, poi come la sua collega angela ponzini e lo studio busetti-garutti ci ha inviato una sua impressione a caldo di quel che è stato per lui questo progetto Prime Cup.

leggiamolo insieme :-)
[…] “Il bilancio dell’esperienza Prime cup è senza dubbio positivo. Aver avuto la possibilità di entrare in contatto con una realtà industriale con cui poter lavorare è stato stimolante e ha dato buoni frutti.
I serrati tempi dettati dallaTriennale per le scadenze e le consegne di monitoraggio dei progetti tal volta sono stati serrati e poco conformi all’intenzione e alla necessità da parte del designer di veicolare all’azienda la qualità e la quantità di lavoro che viene fatta e che sta dietro ad una scelta progettuale.

L’azienda seguiva con attenzione e fiducia i passi che portavano allo sviluppo del progetto nonostante fosse nuova al rapporto con designer esterni, al ruolo del designer e a quelle che possono essere le sue potenzialità. Interessante il confronto con Design Innovaton, riscontrare la disponibilità di Carmelo nell’ascoltare le nostre idee, i nostri entusiasmi è stato confortante e di sprone allo stesso tempo.

Guardando la mostra in triennale si evince che il pannorama dei giovani designer è assai eterogeneo e ricco di novità che non aspettano altro che trovare una collocazione industriale.

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come anticipato nel post dedicato allo studio busetti-garuti, ora la parola passa ad angela ponzini autrice del progetto Mr Oscar e Domitilla (foto qui sopra), per l’azienda arredamenti3G … anche x lei la domanda è stata cosa ti ha lasciato, come è stata questa triangolazione con azienda e Triennale in occasione della prima edizione di Prime Cup … mi ha mandato una bella storia ;-)

[…] mi sono approcciata a prime cup con moltissimo entusiasmo.
io ho lavorato con Arredamenti 3G, azienda di Bregnano (Co) che produce complementi d’arredo in ottone pressofuso. insomma, una azienda MOLTO PARTICOLARE. mi riferisco allo stile, ai materiali che utilizza, alle forme e alle funzioni dei loro prodotti sicuramente molto lontani dalle mie aspettative. Linee barocche roccocò… ardua impresa.

Nonostante questo però, il mio lavoro si è avvalso della presenza di Clara e Massimo, i figli del fondatore dell’azienda, che mi hanno aiutato tantissimo a comprendere il mondo dell’ottone e dello stile classico. Con loro, in maniera molto serena, sono stati definiti alcuni paletti a livello produttivo (niente stampi, costi ovviamente troppo elevati, si a piegature, saldature, tagli e incisioni laser).
Il progetto che ne è nato si chiama Mr Oscar e Domitilla. Buffo nome, dirai tu. In effetti è buffo, ma ha una storia…

La mia idea fu fin dall’inizio quella di proporre all’azienda qualcosa di estremamente diverso dal loro canone. Lineare, semplice, comprensibile e anche un pò ironico. Desideravo realizzare un oggetto che non fosse solo un tavolino, solo uno sgabello improvvisato, solo un portariviste. Ho cercato una forma che racchiudesse diversi utilizzi: appoggiare il bicchiere o semplicemente farsi una sana dondolata…

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di prime cup ne abbiamo parlato in primis con Laura Fiaschi, poi Enrico Bosa ci ha segnalato il suo progetto, stessa cosa ha fatto Angela Ponzini, da questi 2 progettisti stiamo aspettando la risposta ad alcuni dettagli sulla loro esperienza poi li pubblicheremo :-) Nel frattempo ho fatto un paio di domande a Manuela Busetti ed Andrea Garuti dello studio busetti-garuti, che hanno lavorato con 4 aziende su diversi fronti:
Corporate Identity per Ima spa, (attualmente è online la versione precedente il restyling)
Gazebo modulare in profilato di alluminio per Tensoforma srl,
Tavolo in legno curvato per Emmemobili srl (vedi foto sopra)
Seduta per esterni per Sampietro snc

… ecco le domande e le risposte :-) buona lettura

[…] la cosa + interessante per noi, è la domanda che (probabilmente) si porranno i nostri lettori ovvero come mai avete lavorato per ben 4 aziende per questa prima edizione di Prime Cup ?
ti rispondo subito. io e andrea collaboriamo da qualche anno, ma siamo comunque due designer distinti e ciascuno ha fatto il suo percorso, talvolta l’uno si è incontrato con l’altro.
Solo ultimamente abbiamo deciso di uniformarci sotto il nome di Studio Busetti-Garuti, ma non siamo una società di fatto e ciascuno, se lo ritiene opportuno, può fare altre esperinze “esterne”. Dunque quando abbiamo inviato i nostri curriculum, molto diversi tra loro, per la selezione, siamo stati valutati e “quotati” distintamente.

Entrambi abbiamo ricevuto un punteggio tra i più alti e, poichè le aziende selezionate sono state più dei designers (22 contro 17), la commissione ha deciso di assegnare ai primi designers 2 aziende, una con punteggio anch’esso elevato, e l’altra selezionata tra quelle con punteggio più basso. Dunque la ragione per cui abbiamo collaborato con 4 aziende è che entrambi i curriculum sono stati valutati molto bene.

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torino geodesign | twdc 2008 | civico13 + Vered Zaykovsky

torino geodesign | twdc 2008 | civico13 + Vered Zaykovsky

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continua la rassegna dei designer che hanno partecipato a torino geodesign, questa che leggete qui sotto è la “voce” di Andrea Lorenzon dello studio Civico 13 progettisti con Vered Zaykovsky di strumenti x la “comunità” capoeira.

[…] Ho conosciuto Vered (Zaykovsky) alla Palermo Design Week nell’ottobre del 2007.
E’ stata una settimana di pioggia incessante, un po’ come questo mese di giugno a Torino!
Ma sotto la pioggia inizia il nostro rapporto e sotto la pioggia continua ad andare avanti.
Una pioggia di idee, persone, chilometri, scambi e soddisfazioni.

Circa due mesi dopo quel primo incontro, all’inizio di questo 2008, ci trovavamo a pensare insieme a come approcciarci al tema del concorso TORINO GEODESIGN che ci era stato assegnato: la capoeira.

Non avendo conoscenze a-priori, nè dell’arte/danza brasiliana, né della costruzione di strumenti musicali o della produzione del suono, nè del mondo e delle persone legate alla capoeira, abbiamo cercato di coinvolgere il più possibile le persone che pensavamo potessero darci degli appigli su cui iniziare a costruire il progetto (e le relazioni tra la scuola di capoeira, la comunità, noi, gli organizzatori del concorso , l’azienda che ci ha supportato): esperti e professionisti che potessero aggiungere esperienza, punti di vista, pezzi anche disparati al filo che man mano ci siamo trovati a districare.
In maniera virtuosa, oserei dire.

Non tanto per quanto riguarda il progetto (di cui siamo molto soddisfatti e del quale speriamo di vedere una effettiva realizzazione) ma, soprattutto, per quanto è stato emozionante e gratificante capire che - come diceva Vered - le esperienze vissute e i vari risultati ottenuti durante il nostro tragitto possono, senza ombra di dubbio, testimoniare la forza contagiosa della passione.
Anche quando gli auspici meteorologici possono far presagire il contrario! […]

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dopo arabeschi di latte, ora sentiamo studio ape come raccontano la loro esperienza di torino geodesign … visto che si presentano qui x la prima volta ci spiegano anche brevemente chi sono e da dove vengono :-)

[…] Entrambi noi api siamo di vissuto torinese … ok forse è meglio una rapida introduzione di chi sono le api e di che cos’è studio Ape.
Studio Ape nasce nel 2003 da un’idea comune e condivisa dei due soci fondatori Francesco e Gianluca. Contrariamente da quello che si può immaginare Ape non vuole evocare il laborioso insetto né tanto meno l’aperitivo ma è l’acronimo di Architettare Per Elementi, significato molto più aulico, frutto di un vorticoso brainstorming…durante un aperitivo.
Architettare dunque concepire, ideare, progettare attraverso che cosa? attraverso gli Elementi, componenti essenziali di un insieme, persone o individui parte di una collettività.
Tutta questa analisi grammaticale e logica del periodo da bravi scolaretti fa emergere il nostro approccio al geodesign: progettare attraverso l’insieme, ideare attraverso la collettività.
Studio Ape diventa lo Shaker per il cocktail geo a base di esigenze per comunità e prestazioni per azienda.
La comunità è quella dell’Aiuola Donatello: “determinatissimi” abitanti della zona accomunati dal sogno di riappropriarsi di uno spazio collettivo contaminando il tessuto urbano vissuto con iniziative che coinvolgono tutti gli individui che gravitano intorno all’Aiuola.
L’azienda è Spazio Artigiani: collettore di competenze territoriali che nasce dalla cultura artigianale del distretto della Val Varaita rielaborandola sottoforma di servizio per il territorio e sviluppandola in nuovi manufatti.
Il workshop inizia a fine dicembre con la presa di contatto del territorio: gita attraverso le strade, i negozi, le persone del quartiere… pranzo a casa di un componente della comunità.
Il successivo incontro inizia in maniera velatamente provocatoria, giusto per tastare il terreno e conoscere gli ingredienti che avevamo a disposizione: improvvisato un parallelo tra San Salvario e Kreuzberg, esaminato qualche esempio di design spontaneo, giocato a progettare un minideposito con scatole di cartone … risultato … occhi sgranati, naturalmente o meglio probabilmente per l’entusiasmo.
Il progetto inizia a prender forma viene aggiunto l’ingrediente prestazioni: Spazio Artigiani presente a tutti gli incontri riporta le discussioni al lato pragmatico del progetto.
Sopralluogo in Val Varaita, presso la sede dell’azienda, per prendere coscienza dei processi realizzativi che avevamo a disposizione nel realizzare il minideposito.
Mixato il tutto nello Shaker Ape, il risultato è …da gustare alla mostra Torino Geodesign (è stata prolungata!!!) e subito dopo in Aiuola Donatello.
Grazie alla comunità questo “angolo di mondo” è ora presente anche sulle mappe geografiche. Dunque non doveste riuscire a visitare la mostra al Palafuksas la comunità sarà contenta di ospitarvi a uno dei loro numerosi eventi in Aiuola, noi api saremo contenti possiate vivere il nostro progetto. […]

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BMW Gina, la morbida

BMW Gina, la morbida

Da quando c’è Chris Bangle alla guida del design BMW, le macchinone bavaresi sono molto cambiate, con alterne reazioni. Secondo alcuni il marchio è stato snaturato, ma di certo una ventata di innovazione doveva passare anche per stoccarda. Il sono per il partito che le BMW ci hanno guadagnato, e molto.

Ma torniamo a parlare di innovazione, ed ammiriamo la splendida Gina, vestita di morbida tela e non di freddo metallo, che pulsa e respira come un pigro gattone, sbatte gli occhi e s’incurva pronta a scattare. Non conosco la tecnica dietro questo prototipo, ma temo che sia destinato a vivere solo nel paradiso dei concept senza percorrere mai le strade terrestri.

Belle foto dei dettagli su 37signals.

[via BMW-web-tv]

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se riuscite a ritagliarvi un po di tempo, almeno una settimana, dal 27 giugno al 24 luglio la scuola politecnica di design organizza work shop con special guest Ross Lovegrove (Superliquid in collaborazione con Serralunga), Fernando e Humberto Campana (Retroprocessing in collaborazione con 3M), Matali Crasset (Pinkteck in collaborazione con Microsoft) e Marti Guixè (Prosthesis in collaborazione con Alessi)

… Dunque con R.Lovegrove (come nella sua poetica) si lavorererà sul sottile confine tra naturale e artificiale, con i fratelli brasiliani alias Campana, con i “materiali alternativi” ovvero con i prodotti di recupero, con miss Matali sul low tech, la tecnologia nel quotidiano, infine con Guixè si toccherà il nomadismo e i suoi effetti sulla nostra vita …
insomma c’è l’imbarazzo della scelta!!!

ah! Ogni workshop ha durata settimanale, da venerdì a giovedì. altro dettaglio interessante, la lingua ufficiale è l’inglese e se avete problemi xchè lontani da milano la scuola mette a disposizione camere singole in residence universitario comprensivo di colazione e pranzo… tutte le informazioni: su www.scuoladesign.com oppure www.summercourses.it

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