WikiDesign presto online

WikiDesign presto online

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Non è la prima wiki sul design che vedo, ma parte avvantaggiata in quanto inizierà già con un buon volume di informazioni, sviluppate in ambito accademico nel Centro Sperimentale Design Poliarte di Ancona. Per ora vi lascio all’introduzione che mi hanno mandato i ragazzi che la stanno sviluppando, ma appena sarà online non mancherò di tornarci sopra.

DESIGNERS PER IL DESIGN

Sarà il 2 aprile, la data di pubblicazione in rete dell’enciclopedia libera sul design WikiDesign.
Per ora è in allestimento grazie ai ragazzi all’ultimo anno del corso Graphic del Centro Sperimentale Design Poliarte di Ancona.
Il progetto nasce dalla volontà di creare una vasta e il più completa possibile raccolta d’informazioni e notizie sul mondo del design, realizzando un interscambio di esperienze, punti di vista e riflessioni su questo vasto
settore.
Quale migliore strumento per far sì che quest’ insieme di sapere accresca nel tempo e a contributo di tutti?
La tecnologia Wiki si è rivelata lo strumento ideale ed è così che grazie a tutti gli studenti che stanno dedicando energie e risorse per avviare la struttura, che il progetto va avanti sotto la guida del prof. Piero Guerriero “Designers per il design” è la filosofia che c’è dietro il progetto stesso e cioè,la nostra classe di futuri designers in primis e il contributo di tutti i potenziale designers e non, poi, a favore del design stesso, creando una base di sapere comune che si autoalimenta.
Essendo un’enciclopedia sul design, sono trattati tutti i suoi settori, dal grafico, all’industrial, all’interior al food design ecc.; con agganci agli aspetti legislativi, educativi e ogni altro argomento trasversale.
Ma vi invito a scoprire da voi cosa WikiDesign può offrirvi dopo il 2 aprile, esortandovi a sfruttarla, ma anche ad accrescerla e migliorala con il proprio contributo.

www.wikidesign.it

More info
elisa.polverini@libero.it
lorenzoromani@a-reale.com

Nokia Morph cellulare immorale

Nokia Morph cellulare immorale

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Giusto qualche ora fa parlavo di nanotecnologie, e Nokia naturalmente si è ingelosita e per dimostrare che è più avanti di me, ma mooolto più avanti ha presentato questo concept phone che incorpora tutte le tecnologie di cui ho parlato e molte altre di cui non avevo idea.

Nokia Morph è un cellulare flessibile, elastico, autopulente, alimentato ad energia solare, trasparente (elettronica compresa), può modificare la sua forma, il suo colore, può essere ripiegato in vari modi e annusa persino quello che mangiate e l’aria che respirate! Guardatevi i cinque minuti di video!

Secondo Nokia, alcune delle tecnologie proposte in questo concept saranno disponibili nei prossimi 7 anni nei cellulari di fascia alta, a meno che le nanotecnologie non rivoluzionino anche i processi industriali rendendo più economica la produzione di tali maraviglie. Chi glielo va a dire ora che questo telefonino è immorale?

Nanotecnologia immorale??

Nanotecnologia immorale??

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Motori elettrici più piccoli di un capello, radio delle dimensioni di un granello di povere, schede di memoria di pochi millimetri dalla capacità di un terabyte, chip in grado di riconoscere gli odori, tessuti che assorbono l’energia solare. L’ultima che avrete sentito probabilmente è il parabrezza autopulente che non ha bisogno di tergicristalli. Frutti della nanotecnologia, tecnologie e materiali con cui un buon designer, abituato a proiettarsi nel futuro, ha già dimestichezza anche se non necessariamente ne conosce le basi scientifiche. Ma avete mai pensato di dovervi preoccupare delle implicazioni morali del nanotech?

Secondo un recente sondaggio dell’università del Wisconsin-Madison pare infatti che meno del 30% degli americani reputi la nanotecnologia moralmente accettabile. Le motivazioni pare che siano di carattere religioso: ma chi sono questi scienziati per sostituirsi a dio e creare materiali che non esistono in natura? Sembra il solito trionfo dell’ignoranza, invece Dietram Sheufele, che ha condotto la ricerca, assicura che il campione preso in esame era perfettamente a conoscenza di cosa siano e come funzionano le nanotecnologie. Per fortuna in Europa le percentuali sono ben diverse, tra il 54% britannico ed il 72% francese che non ha alcun problema a godere dei frutti della scienza, tuttavia chi ha a che fare col mercato statunitense farà bene a stare attento a non pubblicizzare troppo eventuali inclusioni nanotecnologiche nel suo lavoro.

Ora mi resta solo una domanda da fare a questo 70 e passa percento che ritiene moralmente inaccettabili le nanotecnologie: credete che la plastica cresca sugli alberi?

Le ruote di plastica

Le ruote di plastica

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L’idea di sostituire i popolari cerchi in lega delle auto con materiali compositi a matrice polimerica non è del tutto nuova, ma finora era impossibile effettuare test e simulazioni affidabili e permetterne quindi l’omologazione stradale. Mentre i metalli sono più “prevedibili” ed uniformi, il comportamento dei compositi deriva in massima parte dalla posizione e dall’orientamento delle fibre, e piccole differenze possono portare grandi variazioni.

Ma ora l’istituto Fraunhofer-Gesellschaft di Monaco ha sviluppato una nuova tecnologia che permette di disporre e calcolare il comportamento di ogni singola fibra, aprendo nuove possibilità in questo campo. I cerchi in plastica sarebbero molto più leggeri, permettendo una grandissima varietà di nuovi design che non avrebbero più il limite di dover contenere al minimo il volume come per la lega, e permetterebbero anche migliori prestazioni e risparmio di carburante. Non è da escludere che questa tecnologia porti presto benefici anche in campi esterni all’automobilismo.

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vi giro questo invito, io nn sarò in zona, ma il veneto è fiorente di progettisti… quindi se siete in zona fate un salto ;-)

Convegno “Materiali & Architetture” – Strà (Ve), mercoledì 13 giugno 2007, ore 14.30 presso Villa Foscarini Rossi.
Ingresso libero. È gradita l’iscrizione.
In allegato il biglietto invito al convegno e il modulo di partecipazione da inviare a DEMETRA al numero di fax: 0341/353776.

Per informazioni e iscrizioni:
D E M E T R A - Comunicazione in Architettura
Tel 0341.271900
Fax 0341.353776
eventi.convegni@demetraweb.it
www.demetraweb.it

Biglietti da visita crescono

Biglietti da visita crescono

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Jamie Wieck è un Graphic Designer londinese che ci tiene che i suoi biglietti da visita restino in bella mostra sulla scrivania dei suoi clienti… basta bagnarli un po’ e cresce subito una piantina di erba medica o crescione. Attento a non bagnare il tuo contratto col cliente Jamie!

[via Designerblog]

CD’s made

CD’s made

masterizzare ormai è un gioco da ragazzi, ma quanti di voi hanno mai visto come viene creato un cd, quale tecnologia c’è dietro? e quanti sanno rispndere alla domanda x quanto tempo ancora verrà utlizzato questo tipo di supporto digitale?

Jeans Bio Bau Bau

Jeans Bio Bau Bau

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L’agricoltura biologica sbarca nel fashion design: arrivano in Italia jeans e tessuti bio. E giù a parlare di sostenibilità ambientale ed ecologia. Possiamo scommettere che anche i media tadizionali presto presenteranno questa notizia come una vittoria per l’ambiente. Viva i prodotti bio, che fanno bene, rispettano l’ambiente, a morte gli OGM che sono brutti e cattivi.
Sono tutte balle. Posso comprendere le paure (generalmente infondate) per gli alimenti OGM, ma un jeans? L’agricoltura biologica non fa affatto bene all’ambiente: richiede più energia, spazio, acqua. Costa di più, e ruba spazio alle foreste. Potremmo anche chiederci, come mai adesso si devono chiamare naturali e biologici prodotti creati da millenni di selezione artificiale tesa a migliorare il rendimento delle colture?

Non è un parere mio, ma della comunità scientifica internazionale, a partire dall’agronomo Nobel per la pace Norman Bourlag, che da anni propone la coltivazione intensiva come metodo per combattere la deforestazione, a Roberto Vacca che nella sua rubrica, su Newton di marzo, tratta proprio questo tema. Ma nell’era degli allarmismi vince il marketing del bio: i consumatori sono disposti a pagare di più per un un prodotto biologico, molto di più. Qualsiasi cosa significhi “bio”.

Concorso “Il rame e la casa”

Concorso “Il rame e la casa”

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L’Istituto Italiano del Rame bandisce IL RAME E LA CASA, un concorso per l’ideazione e progettazione di oggetti in rame o sue leghe. Potete trovare informazioni ed il bando del concorso sul sito dell’IIR, a seguire il comunicato stampa:

L’Istituto Italiano del Rame, sulla scia del successo ottenuto con le tre mostre Abitare con il Rame dal 2003 ad oggi e in attesa della 4° edizione di Novembre 2007, presenta un concorso per l’ideazione e la progettazione di oggetti in rame e sue leghe.

Abitare con il Rame, non più solo un progetto in divenire ma un appuntamento consolidato che giunto alla sua quarta edizione sarà anticipato da un concorso nato e concepito dall’esigenza di dedicare sempre più spazio alle proposte più innovative e anticonvenzionali nell’utilizzo del rame e delle sue leghe.

Protagonisti del concorso le novità nell’impiego del rame nel design della casa. Sedie, tavoli, consolle, specchi, librerie, vasi ma anche porte, tutto rigorosamente in rame o sue leghe, ottoni, bronzi ed altre, accostato anche ad altri materiali di supporto.
Ogni oggetto inoltre non dovrà solo esaltare le qualità estetiche del rame ma anche quelle funzionali e costruttive.

I partecipanti al concorso, suddivisi in designers, architetti, professionisti da un lato e studenti, singoli o in gruppo, regolarmente iscritti presso atenei, scuole superiori, o master di grafica, arredamento o design dall’altro, saranno giudicati da una giuria d’eccezione:

Alba Cappellieri – critico e docente di design
Manuela Cifarelli – direttore Material ConneXion Milano
Riccardo Giovanetti – designer
Cristina Morozzi – critico di design
Marco Romanelli – designer e critico

I lavori saranno esaminati dalla giuria in forma anonima, tra questi saranno scelti i tre più significativi che saranno premiati ed esposti in una mostra presso la Triennale di Milano.

Per informazioni :
Ufficio Stampa Copyright
Cristina Galluppi
Via Bertani, 16 - Milano
Tel. 02 33104760
info@agenziacopyright.it

Lamp Volivik 347

Lamp Volivik 347

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Cosa fareste con 347 penne Bic e 4 lampadine? I geniali spagnoli di enPieza! ne hanno fatto uno spettacolare lampadario!

[via Make:Blog]

OLED + RFID

OLED + RFID

stavo leggendo l’articolo sul sole24ore riguardante il futuro digitale secon bill, tra le varie cose si parlava di OLED (organic light-emitting diode), e Rfid (quest’ultima tecnologia ha circa 40anni… ma solo ora siamo pronti ad utilizzarla!), gustatevi i video ;-)

Magic Mag-net-ic

Magic Mag-net-ic

proprio poco fa parlavo con un amica di gioielli creati con magneti, mi raccontava di un ragazzo di n.y. (di cui ora nn ricordo il nome) conosciuto a sant’etienne in occasione della biennale del design pochi mesi fa il quale creava questo tipo di cose, io qualche giorno fa avevo letto di oggetti del genere su coolhunting (la foto qui sotto), insomma a questo punto mi sembrava giusto darne notizia anche su codesto blog!

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