innovetion valley | corriere della sera + corriere del veneto

innovetion valley | corriere della sera + corriere del veneto

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… mi arriva ora notizia che domani su corriere della sera + corriere del veneto, ci sarà uno speciale creato da Innovation Valley

vi faccio cut&paste della e-mail, mi sembra cosa da diffondere, commenteremo dopo aver visto :-)

[…] Esce domani “Il giornale dell’INNOVeTION VALLEY”, una doppia pagina di approfondimento sull’area al mondo con il più alto tasso di industria creativa. Un intervento di Pier Luigi Sacco, Direttore del Dipartimento di design e arti dell’Università IUAV di Venezia, e nove brevi storie scoprono i protagonisti dell’Innovetion, da Moroso a Treviso Tecnologia, da Caporea a Regina Regis, da Scalacolore al Centro Studi Udine. Una pubblicazione a cadenza quindicinale per scoprire gli attori della nuova scena internazionale […]

paper show | ci siamo quasi …

paper show | ci siamo quasi …

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domani verrà presentato al popolo della blogosfera, paper show realizzato da Oxford, un sistema x velocizzare le operazioni di brainstorming e presentazioni power point … in pratica con questo sistema si potranno creare / modificare presentazioni in tempo reale, gli appunti scritti su blocco, appariranno direttamente a video … se sia un buon prodotto o meno non sono ancora in grado di dirlo, domani avrò la possibilità di parlare con lo staff e di verificarne l’utilizzo, quindi se questa cosa vi stuzzica e ne volete sapere di + state sintonizzati ;-)

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… per ora posso solo dire che gli intenti di questa società, che prima di uscire sul mercato col nuovo prodotto, parla, discute con la blogosfera sull intero progetto, strategia compresa, mi fa sperare che finalmente anche qui in italia si comincia a valutare seriamente il valore di chi scrive su web …

… chissà quando il mercato del furniture, insomma lo zoccolo duro del design italiano si aprirà a questo tipo di mentalità :-O sempre troppo tardi !!!

mexico city | la città cresce

mexico city | la città cresce

una ricerca che spazia tra architettura e urbanistica raccontata con questo video, prendetevi 2 min. … poi date un occhio al sito dello studio arquitectura911sc  costruiscono e fanno ricerche  di questo tipo ;-) … e qualcuno crede che il mexico sia semplicemente un paese arretrato, bene allora continuate con le piante e sezioni :-D

Beate Uhse | da donna a leggenda

Beate Uhse | da donna a leggenda

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chi di voi è stato in germania sicuramente si sarà imbattuto in uno dei beate uhse sexy shop, ma quanti si sono posti la domanda, chi è dietro a questo brand ormai mondiale ? Frau Beate Uhse fondatrice dell omonima azienda che il 16 luglio 2001 lasciò questa terra, dopo avere combattuto non poco nella sua vita, dopo esser stata violenta in tempo di guerra diventò portatrice di nuove idee, diffuse (vendendo flyer x strada) il metodo anticoncezionale Ogino-Knaus e di li i poco tempo mise in moto una macchina industriale che non conosce crisi, quella dell’erotismo e del porno, partendo con la vendita per corrispondente di preservativi e affini. Indagata 2mila volte per offesa alla morale prima della legalizzazione della pornografia, ma infine sempre assolta. Insomma la storia di questa azienda è la storia di una donna che ha saputo reagire.

… mi domando se in Italia sarebbe riuscita a compiere una simile operazione … fatto sta che x i nostri cugini tedeschi, ormai avere i sexy shop in centro è normale amministrazione, così come fare progetti, work shop su temi del porno (e dellla morte, con progettazione urne e tutto il corollario) in facoltà è pura quotidianità. Se qualcuno è riuscito mai a fare una tesi su questi due temi in università italiana, ci avvisi :-) intanto per rompere ancor di + il ghiaccio vi segnalo questo sito tra arte e sesso www.sexinart.net, se invece qualcuno ha collaborato e sta progettando prodotti in tal senso, ci informi … ero rimasto alla leggenda di una nota azienda del made in italy di articoli x la casa che verso la fine degli anni ‘90 era in fase di concept x un vibratore, poi non si seppe + nulla e l’azienda (infatti) ha passato grosse crisi … insomma alcune volte il troppo moralismo può uccidere, attenzione ;-)

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AGV | il dopo TGV

AGV | il dopo TGV

oggi ne hanno parlato tutti i maggiori quotidiani nazionali (tipo corriere della sera), a partire dal 2011 una flotta di questi supertreni chiamati AGV e creati dalla ALSTOM x NTV (la nuova società privata italiani di treni con al comando Montezemolo e Della Valle), correranno sulla nostra penisola, da quel che ho sentito non potranno toccare la loro massima velocità perchè le infrastrutture della rete italiana non resisterebbero (e te pareva), quindi si limiteranno a viaggiare a 300Km/h accorciando così la distanza milano - roma a 3h e poco +

… ora sarà da vedere se il bel progetto rimarrà una realtà della tratta milano - roma, o magari anche il resto d’italia per il 2011 potrà quanto meno avere una rete ferroviaria degna di un paese membro del G8 … ovvero linee funzionanti allo stesso modo da nord a sud, grazie!

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legalize LA | american apparel

legalize LA | american apparel

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è un po di tempo che volevo scrivere almeno un veloce post su questa operazione creata da american apparel, marchio di streetwear ormai conosciuto a livello mondiale, i suoi irriverenti cataloghi fotografici hanno + click di quanto si possa credere… Ora forti della loro fama, stanno combattendo per una causa sociale, ovvero la legalizzazione dei milioni di lavoratori illegali che sono la reale base del marcato di Los Angeles, non chiedono il visto facile, ma la normalizzazione di una situazione che (come da noi) sembra più che surreale per non dire incredibile, soprattutto in una terra che si profetizza come quella della libertà assoluta.

Chiedono il riconoscimento del diritto dei lavoratori, quello di essere regolarizzati, non essere clandestini in un paese al quale offrono la manodopera che nessun altro vuol fare.

Nei negozi e nello store on line potete comperare la t-shirt di supporto a questa iniziativa e leggere quanto dicono su questo progetto chiamato legalize LA. Insomma danno luce ad un problema, cominciando loro in primis a dare una risposta, assumendo e producendo in loco, nella Downtown LA, perchè probabilmente non è la fuga della produzione da un paese all’altro la vera strada x risolvere i problemi …

che sia o meno una sottile strategia di mktg poco importa, il problema esiste e metterlo in luce è buona cosa, chissà se altre case del fashion coglieranno questa sirena per amplificare messaggi di questo tipo, problemi che ahimè, accadono in tutto il mondo, italia compresa :-O

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cosa succede in questa calda stagione del 2008 su web ? un bravo 25enne, alias Matthew Inman ci illustra come vanno le cose in rete, tra social network e web design … l’immagine qui sopra mostra solo una parte di cotanto esercizio, il resto è su http://0at.org/summer-2008.html [via luca conti x buzzparadise]

martí guixé | wikipedia

martí guixé | wikipedia

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quanti altri designer conoscete inseriti su wikipedia ? martí guixé entra nella grande enciclopedia con tutti i diritti ;-) wiki alla parola design indica l’industrial design come traduzione di disegno industriale, (segnalandola come imprecisa) e dicendo che […] può essere tradotta più correttamente con l’espressione “progettazione per la produzione industriale”[…].

Chissà se il Politecnico di Milano ha cambiato in questi ultimi anni dicitura di dottore in disegno industriale (appariva nel certificato di laurea), in dottore in industrial design, lo spero con tutto il cuore ;-)

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prime cup 01 | francesca bonfrate

prime cup 01 | francesca bonfrate

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altra voce protagonista di prime cup francesca bonfrate che per questa prima edizione ha collaborato con Martin’s Design qui sotto il racconto della sua esperienza

[…] Ho partecipato al concorso di PRIME CUP per caso dopo aver visto i risultati della mostra The new italian design dicendomi “perchè no”. I risultati sono arrivati dopo una decina di mesi e a dire la verità me ne ero anche dimenticata. All’inizio non avevo capito bene cosa dovessi fare, tutto era molto vago, e la notizia mi aveva davvero entusiasmata. Mi comunicarono che l’azienda partner in questa avventura era la Martini’s design di Cabiate; sinceramente all’inizio non avevo capito perchè proprio io con un azienda di divani in pelle, poi pero mi fu spiegato che il tutto era un’esperimento, un laboratorio, e anche inserire un giovane designer in un settore con cui non aveva mai lavorato era una sorta di scommessa.

Il primo incontro con la mia azienda lo avuto a novembre, dopo una iniziale fase di diffidenza e freddezza da entrambe le parti, si è instaurato un ottimo rapporto con i vari componenti. L’azienda produce divani in pelle da molti anni e il lor mercato è per lo più estero, parliamo di Emirati Arabi e Russia, ciò vi può far capire il perchè di forme molto particolari nella loro linea di prodotti.

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Enrico Bosa ci aveva fatto notare il suo progetto realizzato con Eme posaterie quando ascoltammo la voce di laura fiaschi, poi come la sua collega angela ponzini e lo studio busetti-garutti ci ha inviato una sua impressione a caldo di quel che è stato per lui questo progetto Prime Cup.

leggiamolo insieme :-)
[…] “Il bilancio dell’esperienza Prime cup è senza dubbio positivo. Aver avuto la possibilità di entrare in contatto con una realtà industriale con cui poter lavorare è stato stimolante e ha dato buoni frutti.
I serrati tempi dettati dallaTriennale per le scadenze e le consegne di monitoraggio dei progetti tal volta sono stati serrati e poco conformi all’intenzione e alla necessità da parte del designer di veicolare all’azienda la qualità e la quantità di lavoro che viene fatta e che sta dietro ad una scelta progettuale.

L’azienda seguiva con attenzione e fiducia i passi che portavano allo sviluppo del progetto nonostante fosse nuova al rapporto con designer esterni, al ruolo del designer e a quelle che possono essere le sue potenzialità. Interessante il confronto con Design Innovaton, riscontrare la disponibilità di Carmelo nell’ascoltare le nostre idee, i nostri entusiasmi è stato confortante e di sprone allo stesso tempo.

Guardando la mostra in triennale si evince che il pannorama dei giovani designer è assai eterogeneo e ricco di novità che non aspettano altro che trovare una collocazione industriale.

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officina creativa | matteo ragni

officina creativa | matteo ragni

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i nostri dirimpettai, alias officina creativa, questa settimana hanno preso in ostaggio il buon matteo ragni, se volete liberarlo o far domande sulla sua condizione di prigoniero, questo è il link http://www.officina-creativa.net/blog/2008/06/23/incontra-il-creativo-matteo-ragni/

se invece volete limitarvi ;-) a leggere quel che officina ha estorto al ragni andate qui http://www.officina-creativa.net/blog/2008/06/09/a-chiacchiera-con-matteo-ragni/

torino geodesign | twdc 2008 | lucia tozzi

torino geodesign | twdc 2008 | lucia tozzi

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Concludiamo il girotondo di interviste ai partecipanti a torino geodesign, con la voce di Lucia Tozzi, gia definita da Stefano Boeri “la ventata napoletana a torino” ma + di ogni altra cosa La coordinatrice con Stefano Mirti di questo grande balletto, colei che ha fatto della diplomazia l’elemento chiave di tutta la giostra …

ecco le sue parole :-)

[…] la cosa bella di Geodesign è che fin dall’inizio è stato abbastanza chiaro che non si sarebbe trattato di un progetto consolatorio. Anche se non poche comunità e molti designer nutrivano aspettative salvifiche, la realtà è che tra committenti e organizzatori era coinvolta troppa gente troppo radicalmente diversa perché Geodesign si potesse offrire come una struttura che risolveva i problemi tout court.

E’ stata riversata un’energia spaventosa nell’intento di produrre degli incontri il più possibile fruttuosi tra gruppi di persone che normalmente non si sfiorano mai. Migranti e dirigenti d’azienda, canottieri e designer, proprietari di bar, medici che passano del tempo a scambiarsi competenze per un interesse tanto concreto da apparire (ai profani) quasi idiota. Ma l’intervento di Geodesign, inaugurando un genere di “partecipazione” non ortodosso e pieno di rischi, è rimasto il più possibile esterno alla vera e propria progettazione. L’intero progetto è stato una cornice per mettere in collisione desideri e progetti, per smuovere energia e abitudini. Non per sedare conflitti, ma per sollevarli e sperimentarne le conseguenze.
E sicuramente, su questo, i risultati hanno largamente superato le aspettative.

SI è litigato su tutto: chi si è sentito vessato, chi si è sentito abbandonato, incompreso, chi cercava di rilanciare, chi pretendeva di risolvere problemi universali, ognuno si è preso la sua dose di furia. Però a mollare - o a fare poco e male - sono stati veramente pochi. Dagli scontri sono nati progetti interessantissimi, molti dei quali continuano a evolvere (alcuni vengono adottati dalla città, altri vangono messi in produzione dalle aziende, dei prototipi sono già piazzati in sito).
Quasi tutti hanno scoperto di avere un potere di agire più o meno direttamente sulle cose con cui si trovano a interagire molto più forte ed efficace di quanto pensassero. Non per questo hanno deposto le armi, ma è il suo bello […]

[ph. michele aquila]