torino geodesign | twdc 2008 | lucia tozzi
Concludiamo il girotondo di interviste ai partecipanti a torino geodesign, con la voce di Lucia Tozzi, gia definita da Stefano Boeri “la ventata napoletana a torino” ma + di ogni altra cosa La coordinatrice con Stefano Mirti di questo grande balletto, colei che ha fatto della diplomazia l’elemento chiave di tutta la giostra …
ecco le sue parole
[…] la cosa bella di Geodesign è che fin dall’inizio è stato abbastanza chiaro che non si sarebbe trattato di un progetto consolatorio. Anche se non poche comunità e molti designer nutrivano aspettative salvifiche, la realtà è che tra committenti e organizzatori era coinvolta troppa gente troppo radicalmente diversa perché Geodesign si potesse offrire come una struttura che risolveva i problemi tout court.
E’ stata riversata un’energia spaventosa nell’intento di produrre degli incontri il più possibile fruttuosi tra gruppi di persone che normalmente non si sfiorano mai. Migranti e dirigenti d’azienda, canottieri e designer, proprietari di bar, medici che passano del tempo a scambiarsi competenze per un interesse tanto concreto da apparire (ai profani) quasi idiota. Ma l’intervento di Geodesign, inaugurando un genere di “partecipazione” non ortodosso e pieno di rischi, è rimasto il più possibile esterno alla vera e propria progettazione. L’intero progetto è stato una cornice per mettere in collisione desideri e progetti, per smuovere energia e abitudini. Non per sedare conflitti, ma per sollevarli e sperimentarne le conseguenze.
E sicuramente, su questo, i risultati hanno largamente superato le aspettative.
SI è litigato su tutto: chi si è sentito vessato, chi si è sentito abbandonato, incompreso, chi cercava di rilanciare, chi pretendeva di risolvere problemi universali, ognuno si è preso la sua dose di furia. Però a mollare - o a fare poco e male - sono stati veramente pochi. Dagli scontri sono nati progetti interessantissimi, molti dei quali continuano a evolvere (alcuni vengono adottati dalla città, altri vangono messi in produzione dalle aziende, dei prototipi sono già piazzati in sito).
Quasi tutti hanno scoperto di avere un potere di agire più o meno direttamente sulle cose con cui si trovano a interagire molto più forte ed efficace di quanto pensassero. Non per questo hanno deposto le armi, ma è il suo bello […]
[ph. michele aquila]

Tre concorsi per Torino 2008:
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