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torino world design capital ha inaugurato qualche giorno fa, ad esser precisi il 24.04 la mostra “l’oro del design italiano” La collezione del compasso d’oro. Magari la conoscete gia tutti a memoria, fatto sta che anche su questa exhibition le polemiche tra torino e milano nn sono di certo mancate … io non sono riuscito ad andare, ma fortunatamente un nostro assiduo lettore, andrea vecera, abita a 200 metri dalla sede e così ha ben pensato di inviarci il suo pensiero, mi sembrava corretto condividerlo con voi, poi come sempre i commenti sono aperti :-)
Sapevo sarebbe arrivata in “città” ma non ricordavo il giorno, quella mattina mi trovavo a passare in pieno centro storico e un amico fotografo mi ha detto che stavano inaugurando la mostra del “compasso qualcosa”… ho quindi provato, anche se non avevo nessun accredito ad intruffolarmi. Sono entrato come “designer di venaria” :-P Fin qui tutto carino, la reggia di venaria è da 12 mesi a questa parte una magnifica scenografia per qualsiasi evento si presenti, anche se solo 2 anni fa, era un terreno fertile per ortiche e area di pascolo per animali selvatici… Nel cortile i soliti volti noti, alcuni rappresentanti di torino wdc, molti fotografi, alcuni giornalisti che sfogliano velocemente la cartella stampa per capire di che cosa si tratta e tanti altri che guardano nervosamente l’orologio…eh si! è già passata quasi un’ora e siamo ancora fuori dal cancello! A quel punto si inizia a perdere la pazienza, qualcuno scappa via infastidito e chi rimane, sbuffa sul collo del vicino in coda, come all’ingresso di un concerto. Finalmente la porta si apre, un timido cartellone che riporta il logo del compasso d’oro mi fa ricordare effettivamente perchè ero lì e si intravedono delle teche…delle teche!? uff …la classica impostazione da museo egizio! Appena entrato mi separo dagli amici per provare a gustarmi meglio l’esposizione, la mostra si sviluppa lungo la Scuderia Grande della reggia con una serie di oggetti sotto vetro lungo le pareti e altri invece liberi di respirare al centro della corsia. Ecco dunque il telefono grillo, il televisore Doney, la scimmietta giocattolo ZIZI… li riconosco subito ma il fotografo di fianco a me parlotta fra se… “ah! Doney l’ha progettata Bruno Munari!..ma pensa…”… rizzo le orecchie e capisco che c’è qualche problema…ebbene si, le didascalie erano tutte fuori posto! Continuo perplesso la mia visita alcuni oggetti più tecnici non li conosco ma diffido dalle didascalie, alcune mani entrano nelle teche e puliscono il vetro, c’è anche il Vetril che ha vinto il premio! Degli oggetti sono imballati nel pluriball altri sono dentro gli scatoloni di legno…poi mentre osservo degli scarponi da sci qualcuno li sposta perchè li preferisce dopo le automobili…insomma è come trovarsi al mercato dell’ortofrutta! Uno sguardo veloce alla Panda, un’occhiata al moscardino di Giulio Iacchetti e Matteo Ragni ed esco. Dal giorno dell’inaugurazione non ci sono più tornato, rimango felice dell’idea che la mostra di un premio importante come il compasso d’oro sia proprio qui, dietro casa mia;
ma spero davvero che chi ha avuto l’intenzione con questa mostra, di spiegare e raccontare al grande pubblico la storia del premio e degli oggetti che sono divenuti simboli italiani, non generi equivoci; chissà mai che camminando per Venaria mi giungano frasi tipo: “simpatica la lampada Starck disegnata da Kartell !” [txt andrea vecera, photo ornella orlandini]

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