torino geodesign | torino world design capital 2008 | parliamone

torino geodesign | torino world design capital 2008 | parliamone

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Oggi con tutti i mezzi informatici a disposizione si tende a parlare quasi in tempo reale di quanto accade, di quanto vediamo, spesso io in primis, questa volta no, essendo torino geodesign un caso del tutto unico nel suo genere dunque così difficile da raccontare che la mostra stessa a mio avviso sta stretta per un operazione di questo tipo…

fatto sta che rimane un ottimo modo per mostrare dove si può arrivare credendo in un obiettivo comune, “vedere dove si puo’ arrivare con forza e volontà bruta” come mi ha poi detto Stefano Mirti (direzione scientifica). … Questo progetto non è nato con l’intenzione di una pura e sola exhibition, è nato, è stato vissuta con l’intento di lavorare faccia a faccia tra chi abita la città di torino (le cosidette comunità che non sono altro che gruppi di cittadini con interessi comuni), progettisti (belli e brutti, italiani & stranieri) e aziende sparse sul territorio italico …

Per organizzare tutto questo come ha detto “la ventata napoletana a torino” [cito stefano boeri in conferenza stampa], Lucia Tozzi, “ci è voluta molta diplomazia”, gli equilibri in un progetto del genere sono ovviamente molto precari . .. quindi diplomazia diplomazia, diplomazia .. .e mentre lo diceva sembrava indossar ancora quei guanti di velluto necessari in tutti questi mesi ;-)
Io dunque ne scrivo oggi perchè avendo avuto vicino a me persone che hanno lavorato su diverse sezioni del progetto mi hanno reso in qualche modo partecipe (di riflesso s’intende), ascoltare i racconti degli incontri tra i tutti gli “attori” del processo è stato quasi meglio della favola della buona notte, spaccati di vita quotidiana che s’incontrano con un mondo fino a ieri dichiarato spudoratamente e molto spesso inutilmente patinato …

ma voglio fare qualcosa di + per questo progetto così unico e spero ben ripetibile da altre città, in questi giorni sto chiedendo ai protagonisti ( non tutti … visto che come diceva Paola Zini, direttore di Torino 2008 World Design Capital . .. forse + di 1000 persone hanno ruotato attorno a geodesign) di raccontarmi come hanno vissuto questo anno di lavoro, non mi interessa l’accademica descrizione del prodotto finale, ma la loro esperienza umana, le sensazioni vissute …

a breve le loro risposte e se qualcuno vuol dire la sua, come sempre liberi di farlo ;-)

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[ph. id-lab, thanks :-) ]

agorAVox | presto in italia

agorAVox | presto in italia

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in francia agoravox ha già spopolato diventato il primo quotidiano europeo di citizen journalism … un bel successo, nulla da dire e ora vediamo cose risponderà lo stivale a questo nuovo stimolo, visto che qua siamo sempre tutti pronti a dir l’ultima parola, ora non resta che scendere in campo a volto scoperto, il fischio di inizio tra pochi giorni, intanto vi faccio cut&paste dalla email che Francesco Piccinini [project manager della versione italiana] ha inviato a tutta la “redazione” per darvi un idea dello spirito con il quale si vuole partire …

Oramai ci siamo quasi, stiamo preparando il lancio della Beta di AgoraVox Italia e allora ho pensato di scrivervi. Per dirvi da dove veniamo e poi dove vorremo andare…

[…] Nasce in Francia nel 2005 da un’idea di Carlo Revelli che “sentiva” una discrepanza tra l’opinione pubblica e quella dei politici e dei media mainstream in merito al referendum sulla Costituzione Europea. Sul Web circolavano voci fermamente contrarie alla Costituzione che prevedevano una sconfitta del Sì.

AgoraVox nasce, anche, da un avvenimento tragico : lo Tsunami 2004. Il flow d’informazione non era gestibile attraverso i media tradizionali e il mezzo di comunicazione privilegiato divenne il Web. I nomi degli scomparsi, dei feriti, le immagini, trovarono nella rete l’unico supporto valido. Decise, quindi, di fondare un giornale partecipativo.

L’edizione francese, oggi, conta un milione di visitatori unici al mese e 35000 “reporter” che sottopongono degli articoli.

Tra loro circa 1000 moderatori, votano gli articoli off line e quelli più interessanti sono pubblicati. Dopodiché gli utenti votano gli articoli on line e in base alle preferenze e al numero di commenti un articolo sale o scende sulla home.

I moderatori sono utenti “scelti” dalla community. Si tratta di reporter che hanno pubblicato almeno 5 articoli e hanno ottenuto un voto positivo da parte dei lettori (un grazie a Simone Brunozzi su questo punto).

In Francia siamo, classifica Wikio, il secondo medium più citato su Internet dopo Le Figaro.

A luglio AgoraVox diventerà una Fondazione indipendente per evitare possibili derive aziendalistiche e/o politiche consentendoci di preservare la nostra indipendenza. […]

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http://www.agoravox.it/ 

sedie mutanti

sedie mutanti

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The Perspective Chair “progettata” da Pharrell Williams in collaborazione con i designer Domeau & Pérès, e qui sotto her di Fabio Novembre per Casamania by Frezza … le foto si commentano da sole ;-) the long tail ….
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Sigur Rós’ | new video [NSFW]

Sigur Rós’ | new video [NSFW]

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… andando sul sito troverete la scritta “materiale contiene materiale x adulti” … direi assolutamente nulla di + di quanto vediamo in tv, solo che questa poetica le trasmissioni tv non riescono neanche a sognarla ;-) insomma anche Sigur Rós band islandese decidono di omaggiarci del loro nuovo singolo completo di video, chissà se questa strada ormai intrapresa da molti porterà ai risultati sperati, intanto godiamoci questi sound .. . http://sigurros.com/dvd3.asp

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capitale intellettuale

capitale intellettuale

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… in apparenza interessante, magari si parlerà di cose concrete, in ogni caso se vi interessa un convegno con tema: Il bilancio del Capitale Intellettuale nell’impresa: Uno Strumento innovativo per migliorare gestione organizzativa, accesso al credito e crescita economica. Quando? mercoledì 4 giugno 2008 ore 14.00 c/o Regione Lombardia, via Pola 12, Milano - Sala Convegni 1.

… va confermata la presenza a comunicazione@biclafucina.it o www.biclafucina.it

ADI DESIGN INDEX | inviate i vostri progetti

ADI DESIGN INDEX | inviate i vostri progetti

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anche quest’anno al via la selezione per l’ADI DESIGN INDEX, online sul sito ADI, potete gia trovare la nuova scheda di presentazione progetti 2007, i temi sono: abitare / ambiente / lavoro.persona / visual.ricerca.formazione.

vi faccio un cut&paste della comunicazione ufficiale:
ADI Design INDEX costituisce la prima selezione di prodotti che la Giuria del premio Compasso d’Oro ADI ha a disposizione per valutare e orientare le proprie insindacabili scelte. La fama internazionale del Premio, a sua volta, ha dato modo in cinquant’anni di costituire una Collezione Storica del Design, che è stata dichiarata “raccolta di eccezionale interesse” e come tale inserita per Decreto Ministeriale (D.M. 22.4.2004) nel “patrimonio storico-artistico nazionale”.

Questa volta, da come mi è stato comunicato ci sarà maggior attenzione ai nuovi media, o meglio alle nuove piattaforme per la diffusione dell’informazione di design … insomma amici e lettori forse si sono accorti dell’importanza del web, mostrate i vostri progetti! sarebbe bello vedere un index con + molti progetti web e/o di comunicazione strategica e meno “brianza pura” … che dite, si può riuscire ?
tutte le info dettagliate le trovate qui http://www.adi-design.org

oltre il giurì …

oltre il giurì …

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Quante volte vi siete trovati faccia a faccia con un cliente che ha vi ha proposto un contratto a dir poco dubbio … o meglio siete stati chiamati per un progetto ed ovviamente dovete presentare un preventivo ma non conoscete la formula di scrittura + adatta alla situazione … Ok chi è nel settore da anni sa bene come funzionano queste cose, ma chi cmq ha sempre lavorato come dipendente difficilmente viene ad essere informato di questi aspetti, e così può capitare di perdere l’occasione di un lavoro in proprio, per una banale virgola di troppo o quasi … per questo ho fatto 2 chiacchiere con chi di questi problemi ne ha fatto la propria professione, la Giurista Manuela Serra.

Se prendiamo in mano un qualsiasi testo o partecipiamo a conferenze/convegni sul tema del design e della difesa e valorizzazione dei prodotti, si parla sempre dei grandi casi, dei grandi nomi, dalla Apple che ha ottenuto il brevetto sulla forma dell’i-Pod oppure della Ferrero che ha vinto la sua causa contro la cinese Montresor che aveva bellamente copiato i Ferrero Rocher producendo e vendendo i cioccolatini Tresor Dor. Casi che anche se importanti e interessanti possono apparire lontani, perché riguardano grandi aziende, adeguatamente strutturate, con grandi fatturati, che possono assumere gli studi legali più importanti e costosi.

Casi che appaiono lontani ai giovani laureati o che da poco si sono affacciati sul mercato del lavoro e che spesso si trovano a dovere combattere con datori di lavoro che non pagano o sottopagano, che propongono modalità contrattuali non sempre convenienti al lavoratore, o si trovano a dover presentare una proposta per lo svolgimento di un progetto, o che vedono realizzate sul mercato delle loro proposte che erano state presentate, ma non accolte e nemmeno pagate.
Sono queste le persone a cui io mi rivolgo.

Prima regola (a qualcuno può sembrare ovvio, ma a molti altri sembra normale) non accettare mai di lavorare senza essere pagati, perché è una forma di schiavitù. La proprietà intellettuale non è una strana creatura inventata per dare del lavoro agli avvocati, ma prima di tutto è un diritto, il diritto di essere riconosciuto come autore di un opera e il diritto di ottenere i benefici che derivano da quella creazione.

Partendo da questi presupposti, si tratta, in concreto, di scegliere la forma di contratto più idonea (consulenza, prestazione occasionale, progetto), la forma di pagamento più conveniente (royalties, percentuale sul costo dell’opera, a vacazione ecc. ecc.), le modalità di tutela del diritto d’autore (essere citati come autori dell’opera, poter divulgare per proprio conto il progetto realizzato, il diritto di impedire l’imitazione o le modifiche dell’opera ecc. ecc.), di disinnescare le eventuali trappole presenti in un contratto proposto da qualche azienda un po’ troppo scaltra.

spero semplicemente di avervi fornito uno strumento in + per difendere i vostri diritti, fatene o meglio facciamone buon uso, ;-)
[ph. iosononessuno]

DimP | Direct Manipulation Video Player

DimP | Direct Manipulation Video Player

… se la moviola vi sembra roba vecchia, superata … allora forse questo è quello che fa per voi, a quando nelle trasmissioni sportive? ah! sto parlando di dimP http://www.aviz.fr/dimp/

Adrian Frutiger | 80

Adrian Frutiger | 80

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il 24 maggio, Adrian Frutiger ha compiuto 80 anni … noi un po in ritardo gli diciamo buon compleanno maestro :-) il giovane ha disegnato nn so bene quanti dei font che utilizziamo quotidianamente, dall’Univers® al Frutiger®, per nn dimenticare (come scrive linotype) l’Apollo™, Breughel®, Meridien®, OCR B, Ondine™, President™, Serifa®… insomma non è stato certo fermo a guardare ;-)

… ma devo ancora capire una cosa, ovvero lui e i suoi coetanei, insomma la generazione degli 80enni attuali sono uomini d’acciaio, ancor + forti e geniali dei supereroi marvel, da dove gli arriva tutta queste energia? non penso usino i magici prodotti per allenare la mente che ci propina oggi il mercato … dunque probabilmente la risposta è semplice chi è arrivato ad oggi ha subito una selezione naturale, ha utilizzato davvero cuore e cervello, entrando così nel mito …
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[img. tratta dal porfolio di Adrian Pelletier]

Solfa Magazine. La solita solfa?

Solfa Magazine. La solita solfa?

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Mi è appena arrivata la press release di Solfa Magazine, una nuova e-zine italiana dedicata al design. In realtà era stata spedita alcuni giorni fa, ma il mio filtro antispam è aggressivo verso i press kit di oltre 6 mb… Iniziamo col dire che gli argomenti trattati sono interessanti e che questo è solo il numero zero, quindi c’è grande possibilità di miglioramento in futuro. Ma ci sono molte cose che non mi son piaciute, non voglio essere cattivo e incoraggio anzi gli autori a continuare, però alcune cose le devo dire.

Innanzi tutto, il format della e-zine è parecchio superato. 32 Mb per una sessantina di pagine con ben poco testo sono troppi, non capisco la scelta del formato eseguibile (exe per Windows o applicazione Mac) essendo tutto stato creato con Flash. E va perfino in un detestabile full screen con tanto spazio vuoto intorno.. almeno riempitelo, lo schemo! A questo punto avrei preferito un bel pdf che posso catalogare, leggere sulla piattaforma che mi pare e fare ricerche nel contenuto. Ritengo poi che da una pubblicazione del genere, che richiede una fruizione molto meno immediata del web, ci si aspetti dei contenuti più approfonditi.

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Voglio poi andare a criticare uno degli articoli, quello su Root Magazine, che viene definita “la prima e-zine italiana”. Ho visto molti siti che si definivano “il primo blog italiano sul design” quando Lo Spremiagrumi aveva già molti mesi di attività, ma qui siete davvero fuori tempo massimo e mi costringete ad una lezione di storia, perchè l’argomento mi sta particolarmente a cuore.

La prima e-zine italiana, ragazzi miei, nacque nel lontanissimo 1994 col nome di Kult Underground ed oggi, a 14 anni di distanza, è ancora viva e vegeta e perfettamente adeguata alle nuove tecnologie, anche se un po’ vetusta graficamente. Pochi mesi dopo, per spirito imitativo nacquero Lost Fragment e Free World. La prima si spense dopo due o tre anni e 5 o 6 pubblicazioni, dell’altra non conosco il destino. Successivamente fiorirono decine di altre ezine, molte meriterebbero di essere ricordate. Io c’ero, ho partecipato. Ah, quanti ricordi…

Il Telectroscope per vedere Londa da New York (e viceversa)

Il Telectroscope per vedere Londa da New York (e viceversa)

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Il 20 maggio 2008 due gigantesche trivelle sfondano quasi contemporaneamente la pavimentazione di Londra e di New York. Intorno ad esse iniziano immediatamente i lavori che in 48 ore portano a completamento il Telectroscope, la più estesa opera mai edificata dall’uomo.

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I lavori per la sua costruzione erano iniziati addirittura nel 1890, ma a causa delle limitate conoscenza dell’epoca la sua costruzione si interruppe in modo tragico: il gigantesco tunnel ottico che avrebbe dovuto permettere a londinesi e newyorkesi di vedersi gli uni con gli altri si avvicinò troppo al fondale oceanico, e l’acqua lo invase uccidendo 15 uomini che stavano lavorando all’opera. La tragedia scoraggiò il progetto fino a tempi recenti, e finalmente, il 22 maggio l’opera è stata inaugurata.

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Questa storia può sembrare inventata, ma se volete proprio esserne sicuri vi invito ad approfondirne la conoscenza sul sito ufficiale del Telectroscope.

lacoste | future

lacoste | future

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lacoste festeggia i suoi 75° anniversario, per l’occasione si immagina il tennis tra 75 anni … a voi il video e il link a questa nuova campagna ;-) lacoste-future.com