Reconfigurable House è una critica all’attuale stato della domotica. Le attuali Smart Home o presunte tali sono scatole nere la cui logica è stata a priori decisa da chi ha progettato il sistema, lasciando poco spazio decisionale a chi le occupa e impedendo agli utenti modifiche delle strutture e dei comportamenti del sistema.
In questo progetto, all’opposto, tutto è aperto e riconfigurabile. Essenzialmente si tratta di una serie di sensori ed attuatori che possono essere collegati e configurati a piacere dagli utenti tramite un interfaccia touch screen, adattandone le logiche ai propri desideri, umori e perversioni. Inoltre, anche il software e l’hardware della casa sono open: il primo è stato sviluppato in Processing, oramai piattaforma d’elezione per qualsiasi tipo di installazione multimediale vista la sua semplicità e diffusione multipiattaforma; l’hardware di controllo è stato interfacciato con piattaforme Arduino, l’estensione hardware di processing, anch’essi estremamente semplici (e sviluppati e costruiti a Milano, per gusto nazionalista).
Infine, tutta l’elettronica che la compone deriva da semplici giocattoli o gadget a basso costo, così che perfino sensori, attuatori e connessioni possano essere creati da gente comune e non da esperti di elettronica. Certo, magari non dalla casalinga di voghera, ma non serve nemmeno essere ingegneri!
C’è anche una notevole dose di pazzia in questo esperimento: tra gli attuatori ci sono generatori di nebbia, scimmie luminose, pinguini urlanti ed altre amenità, mentre la parte sensoriale è più interessante. Accanto a leve ed interruttori, ci sono rilevatori di luce, di frequenza respiratoria, di volume sonoro, telefonini ed altre cose misteriose. Dulcisi in fundo, se lasciata a se stessa per troppo tempo la casa si annoierà e inizierà a sviluppare da sola le proprie connessioni, autosperimentando se stessa in misura della sua pazzia, nel senso che questa cosa ha persino un livello di salute mentale, verificabile on-line insieme ai valori di tutti gli altri sensori.
Reconfigurable House resterà aperta al pubblico fino al marzo 2008 a Tokyo, come parte dei festeggiamenti per i dieci anni dell’ICC, centro culturale dell’NTT dedicato all’interazione tra comunicazione e arte.
tom scrive:
18 Giugno 2007 @ 13:06x arduino, tra pochi giorni pubblicheremo il profilo di massimo banzi, uno degli autori di tale progetto!
Lukino scrive:
18 Giugno 2007 @ 14:35non mancare di chidergli il perchè del dominio alle isole Cocos
Massimo Banzi scrive:
4 Luglio 2007 @ 20:02cc come creative commons dato che il progetto hardware è rilasciato con una licenza cc
Lukino scrive:
4 Luglio 2007 @ 20:12non ci avrei mai pensato, ma ha un senso. Dovresti metterlo nelle faq!