cari ragazzi, il salone è da poche ore ufficialmente terminato e come ben sapete qua a milano nella fantomatica capitale del design se ne son viste di tutti i colori. Quest’anno ahimè ho avuto meno tempo rispetto le precedenti edizioni per girare come piace a me, ovvero ovunque, infilandomi in ogni porta con o senza la bandierina di interni (che questa volta era a dir poco orrenda, sembrava indicare la casa di alrlecchino). dunque non voglio far qui l’elenco di cio che ho visto di quel che mi son perso, di quel che ho sentito, di quel che mi han raccontato… questa è soltanto una dichiarazione del mio stato d’animo che è rimasto soffocato dall’ingombrana della produzione industriale. Il salone continua a far numeri ogni anno + elevati e mentre il presidente di cotanta istituzione esordsisce dicendosi pronto ad aprire nuovi padiglioni gia per la prossima edizione (per dar spazio alle centiania di aziende in lista di attesa), io mi domando per quale motivo nn si faccia invece una adeguata sensata selezione, perchè questa fantastica macchina che coinvolge la città ogni anno, non diventi un appuntamento triennale, così da goder davvero delle evoluzione di cui aziende e designer son capaci. certo di questa proposta gli organizzatori della fiera nn sarebbero molto felici, ma allora potremmo trovar un compromesso, ovvero fiera ogni anno ma il “premio salone” che ad oggi nn esiste ancora, ogni 3anni all’azienda che più ha osato nella tecnica nella scelta dei progettisti, insomma nella sua stessa filosofia, insomma bisogna trovar il modo per far innescare una miccia che faccia produrre + dell’ennesimo inutile mobile. Alcuni penseran che gia eiste il compasso d’ro che appunto gioca su questa falsa riga, ma possibile che la fiera con i + alti numeri al mondo nn abbia un proprio premio? o che quanto meno le premiazioni e le segnalazioni del compasso vengan fatte in queste date… integriamo i sistemi ADI + COSMIT. Questa iperproduzione mi fa un po paura, magari è vero che grazie all’economia della coda lunga, ogni azienda e di conseguenza ogni designer di prodotto venderà almeno 1 copia della propia produzione. ma ho la sensazione che siamo entrati in un circolo vizioso, un cane che si morde la coda senza accorgersene. sembra che creare la nuova seggiolina sia diventato un bisogno impellente da soddisfare, perchè come potrebbe mai vivere un uomo senza il suo pezzo glamour? sarebbe davvero bello se per 3 anni non si vedesse alcun nuovo o simil nuovo prodotto, se tutti insieme dicidessimo di ragionare, toccando con mano quanto si crea giornalmente. magari riusciremmo a vedere oltre l’ennesima corsa all’oro. un oro che è spesso una mera patina sulla merda che abbiamo appena acquistato o ancor peggio vendiamo. insomma un bilancio oltre la vendita ogni tanto va fatto… amen


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